
Ristorante Bar Pizzeria "Genzianella"
frazione Valdo (1280 m.slm) - Formazza (VB)
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e-mail:
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Antillone è una frazione di Formazza che sorge sulle rive dell'omonimo laghetto cinto da betulle. Antillone è un piccolo alpeggio di qualche casa e qualche fienile, chiusi intorno ad un oratorio ed alla chiesetta dedicata alla Visitazione della Madonna, una fontana con vasca in legno e più in là un laghetto. La chiesetta è stata completata nel 1644 ma dalle voci della tradizione formazzina sembra che sia stata costruita sui ruderi della più antica chiesa della Val Formazza. All'interno dell'oratorio di Antillone si può ammirare un affresco recentemente ripulito che illustra una lunga processione di uomini e donne in costumi seicenteschi che camminano sulle montagne per recarsi al santuario del S. Gottardo. Questa processione si svolgeva fino al Seicento il 25 giugno (andata e ritorno, in ogni condizione meteo) da Formazza al Gottardo. Antillone era anche meta di un'altra processione che gli abitanti walser di Agaro effettuavano per raggiungere la chiesetta attraversando il Passo del Muretto (m 2347). Antillone (al pari di Salecchio) è un villaggio abbandonato che torna a vivere solo in estate (in cui qualche parrocchia del novarese organizza i propri campi estivi per bambini e ragazzi) e in occasione di feste religiose. Nelle altre stagioni è stato definito "il silenzio della montagna".
Nel 1910 l'impresa
che aveva in appalto i lavori per le condotte che alimentano la centrale di Cadarese
provocò, nei pressi del lago, delle
falle che causarono grandi perdite d'acqua dal lago.
Renzo Boccardi (storico del Verbano) nel 1913 ne disse: "Occhio di questo bel
volto italico, il lago d'Altillone: azzurro, di quel colore mal
definibile che hanno le acque di ghiacciaio che si colorano di cielo
o di verde, ma son sempre d'un loro speciale azzurro chiaro, fresco,
sottile.
Ma il povero occhio si spegne perché la terra se lo succia dentro: e
dove ridevano molli e bianche ninfee, amorose nel cingerlo coi
lunghi steli verdi, stagna ora un acquitrino basso e opaco dove par
che gli steli morenti siano fibre lamentose d'un occhio
violentemente avulso.
E le femminette d'Agàro che scendevano a cogliere il fiore
crucesegnato nel dì della Madonna d'agosto, e le fanciulle di
Formazza che vi cercavan presagi d'amore, leggono arido
l'auspicio."'
Ma la situazione peggiorò ancora. Nel 1929 il lago di Antillone era
praticamente scomparso e con esso scomparvero la varietà di tritone
alpino che ne popolava le acque e le rare (per la zona) ninfee che
lo ricoprivano.
Nel 1954 vennero effettuati lavori di impermeabilizzazione del
sottosuolo che riportaronoil lago alla sua dimensione originaria. Non fu però possibile
ridare vita alla
flora e alla fauna precedenti.
Si arriva all'Alpe di Antillone solamente a piedi partendo da Fondovalle, incamminandosi su di una gippabile tra pareti di granito ed abeti. Il nome in lingua walser è Puneiga, come ci ricordano i cartelli stradali in doppia lingua.
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